


Ha vinto il primo premio al concorso nazionale di Monta' d'Alba ed il primo premio nel contest europeo Tiscali in short, ospite di Maremetraggio.
Film di Matto Tortone e Alessandro Baltera.

Langhe. 1944. Inverno. La città di Alba è stata appena ripresa dall’esercito della Repubblica di Salò. Occorre non perdersi d’animo e cercare di fare qualcosa, qualsiasi cosa. Un gruppo di partigiani, imberbi alla vita, veterani in guerra, decide di fare delle piccole azioni per proprio conto, all’insaputa del comando. Di mattina presto s’incamminano, sonnolenti, verso Alba per prendere in ostaggio un sergente della Repubblica che fa il padrone in quell’osteria appena fuori città. È noto che vi sale tutte le mattine per bere un bicchierino di moscato e fare il filo alla ragazza che fa da cameriera. Tutto il resto è pura consequenzialità. Un gruppo di ragazzi, una terra da attraversare, da vivere, da difendere, da calpestare. Questa è l’idea del film. Non eroismo, non azione. Se si investe una domenica pomeriggio a girovagare per le strade tortuose, spesso dissestate, che attraversano quelle colline, si può percepire la memoria racchiusa nella terra e nel fango, si può sentire ancora lo sferragliare della battaglia, i tuoni dei cannoni, l’abbaiare accanito dei pastori tedeschi che cercano,in rastrellamento, ogni forma di vita. A vent’anni, all’epoca, si era un gran soldato, ci si ergeva erculei a fendere terra ed aria, sapendo di avere un’enorme responsabilità: decidere con un fucile ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. Si aveva vent’anni lo stesso, però. E allora amori insoluti, liti veniali, piccoli quotidiani desideri. Nel film si è cercato di rappresentare tutto questo. Le colline, il fango, la terra, il respirare affannoso dell’arrancare su aspri pendii, il sospiro di un sogno d’amore. Nulla più di questo. E ci scusiamo se nel farlo abbiamo calpestato goffamente un bel racconto di Fenoglio.
Film di Paolo Salvai e Matteo Tortone. Musiche di Mario Congiu.